Pubblicato da: occhineri82 | ottobre 11, 2008

Quito, parto.

Dalla Stanza dei Soli, mercoledì 8 ottobre 2008, 2h31.
(Da una mail, scritta appena arrivata a casa).
 
Il viaggio.
Incosciente.
Non credo a ciò che sto facendo e a dove sto andando, nemmeno una volta in aereo.
Quito-Guayaquil-Madrid-Roma-Milano.
Un viaggio lungo, passato a guardare fuori dal finestrino, a ricordare: immagini, parole, visi di persone, luoghi.
Penso anche ad A.
Chissà, magari avrà cambiato idea, magari lo vedrò una volta all’aeroporto. Provo ad immaginare cosa farei. Ma non faccio niente di ciò che ho immaginato, visto che A. non ci sarà sul serio.
 
Madrid e il suo aeroporto enorme, e il suo spagnolo "strano", così poco ecuadoriano.

Roma e i miei desideri.

Incontro papà, mi abbraccia forte, sento le sue lacrime sul mio viso. Provo tanta tenerezza, mista a una freddezza, probabilmente dettata dalla mia stanchezza.
Lo guardo, e lo vedo invecchiato.
Ma non è cambiato.
Caldo, forte.
Roma. amorR. Me ne voglio andare il prima possibile.
Parte il volo per Milano, mi sento seriamente schiacciare dalla stanchezza di atterraggi e decolli, da quel rullio di motori che sempre, […], mi fa fortemente pensare a Lorenzo, ogni volta.
Arrivo a Milano.
Milano e la sua nebbiolina, fina.
 
Vedo me che con la Ford vengo a prendere te, quando ancora abitavamo a Como.
E allora mi viene voglia di guidare.
Esco dalla porta e non vedo nessuno. Nessun viso conosciuto. Ma poi, all’improvviso, appare la mamma. Con il suo sorriso.
Anche lei mi sembra diversa. Ma non mi sembra sia passato un anno dall’ultima volta che l’ho vista.
Stessa freddezza e lontananza di prima?
Bhò. Ci abbracciamo, mi dice che sta bene.
Finalmente. Finalmente mi dice che sta bene.
E penso a me, come in un flash back.
Penso che lo scorso anno, poco prima di partire, eravamo in auto. Io stavo guidando l’Opel. Metto la freccia a destra, alla rotonda di Pollone. Ingrano la seconda, motore che ruggisce, metto la terza. Finestrino abbassato, mamma dietro, papà di fianco. Dico: "Vi devo dire una cosa. Sono felice!".
Mancavano pochi giorni alla partenza. E A. era con me, anche se lontano.

Oggi la mamma mi dice che sta bene. Io sorrido, le sorrido, le faccio una carezza probabilmente con mani diverse, con un tatto diverso.

Penso a me. Sei felice, tu, oggi, qui, in questo aeroporto?
Non trovo risposta.
Papà è stanco, solite lamentele, una frase che non sentivo da tempo, “Qui, c’è qualcosa che non va!”.
Prendo le chiavi dell’auto, e nonostante sia da un anno esatto che non tocco freno-frizione-acceleratore, mi metto alla guida. Nel silenzio di piccoli paesi desolati, dove nemmeno un cane passa.
Penso. Ascolto gli ultimi pettegolezzi, interrotti da qualche sporadica domanda su di me e sul mio Ecuador…ma sono solo domande, la risposta non interessa.
Penso e cerco di fare un calcolo, senza usare le dita, per vedere che ore sono in Ecuador.
Arrivo a casa.
Profumo.
Quel profumo di mamma, che solo lei sa dare alle cose, soprattutto alle sue cose di casa.
Cucina, latte e grancereali. Do loro le cose che in questi mesi avevo preso, per loro.
Apro quelle valigie e vedo 365 giorni volare, come farfalle. E quindi sorrido, nel vedere il loro sorriso. Almeno, con i regali, sanno sorridere dell’Ecuador.

Salgo in camera. Un museo.
Tutto è come l’avevo lasciato io il 5 ottobre 2007.
Non c’è posto per tutte le cose sudamericane che mi sono portate dietro, e penso già che domani mattina dovrò cercare loro una sistemazione. Almeno, in attesa di una definitiva.

E così ti scrivo. Cerco di farlo con il sorriso, ma mi sento pesante.
Sarà il viaggio, saranno i ricordi o, peggio, i desideri.
Sarà che avrei voluto trovarti, perché forse questo rientro in casa sarebbe stato meno estraneo.
Sarà che mi sono già chiesta mille volte, che faccio domani? E dopodomani?

Solo un po’ di malinconia, passerà?

[…].
Babi

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Responses

  1. non so quanto possa contare detto da me..cmq..BEN TORNATA..
    mi ha fatto un effetto strano leggere le tue sensazioni al rientro..e mi chiedo come sarà il mio, dopo un solo mesetto fuori casa..ma in una casa completamente nuova, ke nn ho mai visto e non in quella dove sono cresciuta e ho vissuto per 22 anni.. l\’odore di mansarda fredda invernale..
    un abbraccio..

  2. Ieri leggevo e pensavo.. già un anno passò???
    Deve essere stato bello.. ti ho invidiata molto!!!!
    Grazie per il commentino..
    Ke progetti hai ora??
    Pensa già a una via di fuga.. xkè qua stiamo messi malino… Io sto in una situazione di stallo assoluto… e sto impazzendo, ecco il perchè del taglio pulp!!
    😛

  3. felice di rileggerti…
    un abbraccio marsalese 😉
     
    michel

  4. occhi lucidi e tanta voglia di abbracciarti..

  5. ciao,scusa se mi sono permesso di scriverti,ma nn potevo nn dirti che hai un CUORE e un calore stupendo,sei meravigliosa


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